ARCHIVIO TERRAGNI
ARCHIVIO TERRAGNI

1932

Sala O alla Mostra della Rivoluzione fascista a Roma.

con E. Arrigotti per la parte storica

realizzato

 

Attraverso disegni appunti e annotazioni Terragni ricostruisce i fatti dell’anno 1922, anno della rivoluzione fascista. La sala rettangolare del Palazzo delle esposizioni è modificata con l’inserimento di una parete diagonale, e di un vano circolare posto dietro di essa, che con un movimento rotatorio riporta alla parete di destra, opposta a quella inclinata, e porta verso l’uscita.

Con questi due elementi la struttura spaziale diventa un percorso articolato e coinvolgente: il ritmo è caotico, come il riflesso di quel tempo grezzo della rivoluzione squadrista, di quei moti rivoluzionari cui la modernità dovrà saper dare unità spirituale.

Gli straordinari schizzi del progetto per la Sala O traducono in figure gli episodi più importanti, secondo Terragni, dei fatti di cronaca descritti da Arrigotti. Memorabili l’uomo con il salvagente, Montecitorio il teatrino della politica, la sagoma della locomotiva che lacera la bandiera del primo maggio, l’uomo di metallo, i profili dell’Italia e del Duce.

Sovrapposizioni, scomposizioni, fotomontaggi, eliminazione di piani e linee ortogonali, ingrandimenti fotografici, hanno un impatto visivo ed emotivo molto più profondo della semplice cronaca, fino a diventare veri e propri simboli della storia della rivoluzione fascista.

 La sala O fu realizzata da Terragni dai primi di Settembre del 1932 fino al giorno dell’inaugurazione: meno di due mesi di lavoro videro nascere lo straordinario effetto dinamico che Terragni riuscì a dare alle immagini di masse di persone, risucchiate nel moto vorticoso delle turbine e quindi trasformate in una gigantesca composizione di mani illuminate da una luce abbagliante, levate nel saluto romano.