ARCHIVIO TERRAGNI
ARCHIVIO TERRAGNI

Casa Rustici

Corso Sempione, 36 Milano

1933-1936

Committente: Vittorio Rustici

 

Per Casa Rustici e altri quattro edifici milanesi Giuseppe Terragni lavora in assoluta collaborazione e armonia di intenti con l’amico e collega Pietro Lingeri ed insieme danno una grande scossa al concetto tradizionale di edificio per appartamenti.

La “casa da reddito” milanese, ovvero la palazzina in cui il committente prevede un certo numero di appartamenti da affittare riservandone uno o più alla propria famiglia, prevedeva uno schema a corte chiusa con i servizi affacciati verso l’interno e gli altri ambienti verso l’esterno, adatto alla maglia urbana tradizionale con gli isolati delimitati da strade-corridoio. Lingeri e Terragni aprono a Milano la loro lotta contro il cortile e per la casa che progettano in Corso Sempione – un immobile di prestigio, a poca distanza dal parco omonimo, con appartamenti dalle ampie metrature e rifiniture di pregio – realizzano due corpi di fabbrica perpendicolari all’asse viario principale e paralleli tra loro. La forma base è il rettangolo, con un appendice aggettante nel blocco di sinistra, affacciato su via Giuseppe Mussi. Il lotto di terreno resta in questo modo suddiviso in tre fasce di metratura quasi uguale, circa 12 metri per 24, due edificate e quella centrale libera.

Perché il progetto desse l’impressione di trovarsi di fronte ad un immobile unitario, sul fronte verso Corso Sempione i due corpi di fabbrica sono collegati da una serie di balconi-passerella corrispondenti ai sei piani dell’edificio destinati ad accogliere gli appartamenti. Il piano seminterrato, illuminato grazie a lunghe aperture protette da griglie metalliche, è riservato all’autorimessa, alle caldaie e alle cantine, ma anche ad uffici e magazzini da affittare. Il piano rialzato ospita il vasto atrio che costituisce l’ingresso principale, la portineria, l’alloggio del custode e alcuni uffici. Nei piani superiori i due blocchi prevedono appartamenti di diversa volumetria dai due ai sette locali più servizi. L’ultimo piano è occupato interamente dall’appartamento padronale che a venticinque metri di altezza ospita un vero e proprio giardino piantumato. Invisibile in facciata un ponte sospeso unisce in posizione arretrata i due corpi di fabbrica dando origine ad un corridoio coperto che divide la zona giorno a la zona notte di quella che si presenta come una vera e propria villa.