ARCHIVIO TERRAGNI
ARCHIVIO TERRAGNI

Casa del fascio di Lissone

con A.Carminati

Realizzato

1940

 

La Casa del Fascio di Lissone sorge nel centro della cittadina, a stretto contatto con l’area occupata dalla chiesa parrocchiale. Questa vicinanza non è casuale ma è frutto di una ben precisa scelta politica antagonista, che mosse gli allora esponenti locali del partito fascista a voler attenuare l’influenza della Chiesa nell’educazione dei giovani, influsso a quel tempo notevole grazie all’attiva presenza di un nuovo centro parrocchiale. Una sede altrettanto nuova per organizzare svolgere attività associative e ricreative avrebbe quindi giovato tanto al partito quanto alla gioventù fascista. Nel 1935 è acquistato un lotto di terreno confinante con la piazza centrale del paese e poi è indetto il concorso poi vinto da Giuseppe Terragni e Antonio Carminati. L’edificio, essenziale e razionalista, sul modello del più celebre omologo comasco, conta solamente due piani, in modo tale da conformarsi con l’altezza degli edifici circostanti e non essere un corpo estraneo al paese. Unica eccezione il volume della torre littoria, annessa all’edificio, che tuttavia rivede in chiave moderna le tradizionali torri civiche dei broletti medievali lombardi.Una balconata continua sull’edificio per uffici, con ampie finestre vetrate, permette di cogliere le attività svolte negli ambienti interni. In vetro sono le porte interne, i parapetti delle scale, il grande lucernario dell’Auditorium e anche la copertura della massiccia torre in pietra di Moltrasio. Ancora una volta il concetto della “trasparenza” si riflette in un’architettura che cerca un rapporto diretto con i suoi utenti, e vuole limitare al massimo inutili ingombri e barriere.