ARCHIVIO TERRAGNI
ARCHIVIO TERRAGNI

1926-1932

Monumento ai caduti di Erba Incino

Realizzato

località Incino

 

Il Monumento ai Caduti di Erba, consiste in una imponente scalinata che, come un percorso ascensionale verso un luogo sacro della memoria, collega, lungo un asse longitudinale ovest-est, la strada provinciale al sacrario e al teatro all'aperto Licinium, realizzato intorno al 1920, posti sulla sommità del colle.

Il monumento collega punti geografici e geometrici circolari tra l’attacco in basso della scalinata e le terrazze superiori: punto di partenza e punto d'arrivo chiusi entro circonferenze, delimitati come luoghi particolari di un percorso di salita verso la fonte della cripta, dove Terragni incarica Lucio Fontana di realizzare un altorilievo in bronzo rappresentante la Vittoria.  

La salita del Monumento  inizia con gradini a forma di un mezzo cono la cui forma è raccolta sui lati da due muri massicci che proseguono con due ali sui lati. La scalinata, definita ai lati da due filari di cipressi, supera un dislivello di venticinque metri con quattro rampe intervallate da tre pianerottoli.  Alla sommità è posto il volume cilindrico al cui interno si trova la cripta del sacrario e da cui partono le due rampe a emiciclo che raggiungiungono il livello della terrazza panoramica, rivestita da un manto erboso e chiusa da un'esedra in pietra, traforata da portali ad architrave e ad arco.

Terragni in una lettera del 26 maggio 1932 a Pier Maria Bardi descrive la sua opera come: "……….primo monumento ai Caduti moderno realizzato in Italia.

L’architettura del Monumento è moderna perché riesce a far in modo che l’apparire del suo contenuto, la Memoria, non irrompa da una forma, da uno stile o da decorazioni accessorie. La reale esistenza del Monumento è nell’uomo che lo sale e lo discende, nell’esperienza di chi lo percorre, nella luce e nel paesaggio che lo consuma.