ARCHIVIO TERRAGNI
ARCHIVIO TERRAGNI

1926-1927

Ristrutturazione della facciata dell'Albergo Metropole-Suisse a Como

Realizzato

piazza Cavour 19-20 Como

 

La ristrutturazione della facciata dell'Albergo Metropole-Suisse è la prima realizzazione di Terragni tra l’Ottobre 1926 e il marzo 1927, nello stesso periodo in cui scrive le dichiarazioni programmatiche del Gruppo 7, il cui primo articolo esce nel dicembre 1926.

L'Albergo, la cui facciata principale è rivolta verso piazza Cavour e un fianco verso il lago, era stato già ampliato e sopraelevato nel 1906 su progetto dell’architetto Huwyler Boller. Il 5 e il 6 ottobre del 1926 la proprietaria, Rosa Danioth, firma e deposita in Comune una richiesta di ristrutturazione, accompagnata da una relazione di progetto e da alcuni disegni a matita di Terragni, che si sarebbe laureato circa un mese dopo.

Terragni decide di inquadrare il piano terra e il primo piano in un unico basamento, e il 20 dicembre presenta i disegni della pensilina esterna, che diviene quasi un astratto timpano in ferro.

La facciata suscita molte polemiche, soprattutto per la straordinaria modanatura in marmo verde dello zoccolo e il suo forte aggetto a forma di toro, tanto che la Commissione d'Ornato, chiede spiegazioni a Terragni affermando: "Non s'è mai visto in architettura che «un mezzo toro» servisse da basamento ad un ordine".

La risposta Terragni è molto interesante e puntigliosa. “Per la buona pace di quelli che non potrebbero sopportare che in architettura si possa trovare qualcosa di nuovo dirò che tale sagoma non è nuova nelle infinite forme che gli architetti del passato seppero costruire. Non è inferquente il caso di trovare in costruzioni neoclassiche , di quel primo neoclassico pieno di forza e di sostanza (vorrei dire un po’ barocco ancora) tra lesena e lesena, alla base, un mezzo toro che sostituisce in certo modo (nell’intercolumnio) la sagomatura della base della lesena”. E circa “...le dimensioni...mi è buon gioco rispondere quanto personale possa essere il gusto di tali proporzioni...”; seguono citazioni del Duomo di Como, di Giulio Romano, del Peruzzi, del Sangallo e infine, naturalmente, di Michelangelo.

Tutta la facciata è una nuova sintassi di elementi del linguaggio classico, molti dei quali si trovano nei disegni del Taccuino di viaggio di Terragni studente ( la pigna, i basamenti, le lesene). La composizione - dalle nicchie, alle lesene, alla stesura delle perfette superfici delle lastre di marmo, alla pensilina di ingresso in ferro, vetro e neon – costruiscono un facciata trasparente e riflettente, in cui le grandi aperture vetrate completano l’elegantissimo gioco di luce-colore dei due tipi di marmo.